Vi invito a votare il sondaggio che starà in piedi per almeno un mese a partire da oggi,e verterà su questa domanda: convince il progetto "partito democratico a POLICORO"?
mercoledì 24 ottobre 2007
domenica 21 ottobre 2007
Caso Demagistris-Mastella secondo Travaglio e Grillo
Mastella è indagato per abuso d’ufficio, finanziamento illecito ai partiti, concorso in truffa nell’ambito di finanziamenti europei e nazionali da De Magistris. Appena lo sa ne chiede il trasferimento. Non ci riesce. De Magistris diventa l’indagato. Qualcuno fa uscire notizie riservate dalla Procura di Catanzaro. De Magistris riceve una busta con delle pallottole. Va avanti lo stesso. Mastella minaccia di mandare a casa Prodi a primavera. L’inchiesta è subito tolta a De Magistris. E’ finita qui?
Si, è finita, ma per il centro sinistra. E’ morto, defunto. Nessun partito ha chiesto le dimissioni di Mastella. Vergogna. In un Paese normale Mastella sarebbe a Ceppaloni a raccogliere pomodori. E Prodi, anche lui indagato? E' sereno. Il giudice non c’è più e oggi, insieme al compare Mastella, è a Napoli per ricevere il Papa.
Marco Travaglio mi ha inviato una lettera sulla soluzione finale.
“Caro Beppe,
due settimane fa, ad Annozero, avevo evocato Licio Gelli e il Piano di rinascita della P2 e me ne hanno dette di tutti i colori. In realtà, ero stato troppo ottimista. Ormai siamo oltre Gelli, oltre la P2. Siamo al golpe politico-giudiziario.
Per una volta, inseguire gli aspetti tecnico-giuridici della decisione del Procuratore generale di Catanzaro di strappare di mano l’inchiesta “Why Not” su Prodi, Mastella & C. al titolare, cioè al pm Luigi De Magistris, è inutile e fuorviante. Meglio andare subito alla sostanza, che è questa: il magistrato che aveva raccolto elementi sufficienti per indagare Mastella per abuso, truffa e finanziamento illecito, cioè riteneva di aver trovato i soldi, non potrà portare a termine la sua indagine, ormai in dirittura d’arrivo. Il fascicolo passerà a un altro magistrato, che impiegherà mesi per studiarsi tutti gli atti. E, se non vorrà fare la fine di De Magistris - attaccato da destra e da sinistra, difeso da nessuno, ispezionato per mesi e mesi, trascinato dinanzi al Csm, proposto per il trasferimento immediato e infine espropriato del suo lavoro - ascolterà l’amorevole consiglio che gli danno il governo e l’opposizione una volta tanto compatte: archiviare tutto, lasciar perdere, voltarsi dall’altra parte.
Checchè se ne dica, questa non è una questione privata fra De Magistris e Mastella. Questa è la soluzione finale dopo vent’anni di guerra della politica alla Giustizia. E’ il coronamento del sogno dei vari Gelli, Craxi e Berlusconi di fermare sul nascere le indagini sul potere. Gelli, Craxi e Berlusconi, nella loro ingenuità, pensavano che per farlo occorresse modificare la Costituzione, scrivendoci che la carriera dei pm è separata da quella dei giudici e che le procure devono obbedire al governo.
Mastella e chi gli sta dietro hanno capito che non occorre cambiare le norme: basta creare le condizioni di fatto perché tutto ciò accada. Appena un pm apre un fascicolo sugli amici di un ministro, se ne chiede il trasferimento (del pm, non del ministro). Anche se la richiesta non sta in piedi, non importa: quando il magistrato arriverà al sodo, salendo di livello dagli amici del ministro al ministro stesso, il ministro sosterrà che il pm lo fa perché ce l’ha con lui. E, col gioco delle tre carte, riuscirà a convincere qualche alto magistrato a scambiare le cause con gli effetti e a scippare l’indagine al pm per “incompatibilità”. Come se fosse il pm ad avercela col ministro, e non il ministro ad avercela col pm. Si chiama “guerra preventiva”, e non l’ha neppure inventata Mastella. L’aveva già teorizzata Mao: “Colpirne uno per educarne cento”. Funziona.” Marco Travaglio
Si, è finita, ma per il centro sinistra. E’ morto, defunto. Nessun partito ha chiesto le dimissioni di Mastella. Vergogna. In un Paese normale Mastella sarebbe a Ceppaloni a raccogliere pomodori. E Prodi, anche lui indagato? E' sereno. Il giudice non c’è più e oggi, insieme al compare Mastella, è a Napoli per ricevere il Papa.
Marco Travaglio mi ha inviato una lettera sulla soluzione finale.
“Caro Beppe,
due settimane fa, ad Annozero, avevo evocato Licio Gelli e il Piano di rinascita della P2 e me ne hanno dette di tutti i colori. In realtà, ero stato troppo ottimista. Ormai siamo oltre Gelli, oltre la P2. Siamo al golpe politico-giudiziario.
Per una volta, inseguire gli aspetti tecnico-giuridici della decisione del Procuratore generale di Catanzaro di strappare di mano l’inchiesta “Why Not” su Prodi, Mastella & C. al titolare, cioè al pm Luigi De Magistris, è inutile e fuorviante. Meglio andare subito alla sostanza, che è questa: il magistrato che aveva raccolto elementi sufficienti per indagare Mastella per abuso, truffa e finanziamento illecito, cioè riteneva di aver trovato i soldi, non potrà portare a termine la sua indagine, ormai in dirittura d’arrivo. Il fascicolo passerà a un altro magistrato, che impiegherà mesi per studiarsi tutti gli atti. E, se non vorrà fare la fine di De Magistris - attaccato da destra e da sinistra, difeso da nessuno, ispezionato per mesi e mesi, trascinato dinanzi al Csm, proposto per il trasferimento immediato e infine espropriato del suo lavoro - ascolterà l’amorevole consiglio che gli danno il governo e l’opposizione una volta tanto compatte: archiviare tutto, lasciar perdere, voltarsi dall’altra parte.
Checchè se ne dica, questa non è una questione privata fra De Magistris e Mastella. Questa è la soluzione finale dopo vent’anni di guerra della politica alla Giustizia. E’ il coronamento del sogno dei vari Gelli, Craxi e Berlusconi di fermare sul nascere le indagini sul potere. Gelli, Craxi e Berlusconi, nella loro ingenuità, pensavano che per farlo occorresse modificare la Costituzione, scrivendoci che la carriera dei pm è separata da quella dei giudici e che le procure devono obbedire al governo.
Mastella e chi gli sta dietro hanno capito che non occorre cambiare le norme: basta creare le condizioni di fatto perché tutto ciò accada. Appena un pm apre un fascicolo sugli amici di un ministro, se ne chiede il trasferimento (del pm, non del ministro). Anche se la richiesta non sta in piedi, non importa: quando il magistrato arriverà al sodo, salendo di livello dagli amici del ministro al ministro stesso, il ministro sosterrà che il pm lo fa perché ce l’ha con lui. E, col gioco delle tre carte, riuscirà a convincere qualche alto magistrato a scambiare le cause con gli effetti e a scippare l’indagine al pm per “incompatibilità”. Come se fosse il pm ad avercela col ministro, e non il ministro ad avercela col pm. Si chiama “guerra preventiva”, e non l’ha neppure inventata Mastella. L’aveva già teorizzata Mao: “Colpirne uno per educarne cento”. Funziona.” Marco Travaglio
sabato 20 ottobre 2007
500mila a Roma contro la precarietà

Credo che ormai il precariato in italia sia arrivato ad essere il primo problema da affrontare per la società italiana,tutti sanno che senza un lavoro stabile non si ha la benchè minima possibilità di progettualità del proprio futuro, altro che legge 30(detta legge biagi).
Dove sono le conquiste sociali che in tutti questi anni si sono ottenute grazie alla tenacia dei lavoratori?
La foto qui sopra è emblematica,i lavoratori si aspettavano qualcosa di più da questo governo di centro-sinistra,è evidente che una parte di essi è profondamente delusa,mentre unaltra parte sa che con un governo in queste condizioni,che deve mettere daccordo anime di sinistra radicale come caruso ,con quelle più moderate (vedi dini,mastella),si è già ottenuto tanto...
Alla fine si deve essere solidale anche con questo GOVERNO e tutti i parlamentari di maggioranza perchè più precari di loro!!!
Meno male che ce stata questa manifestazione,altrimenti arrivare a essere difesi solo dal PAPA non so se per i lavoratori possa essere una consolazione o la percezione che, dei loro problemi ormai, nemmeno la classe dirigente dei partiti di sinistra se ne occupa più.
Per i giovani significa niente vita sociale,niente matrimoni,niente figli,e di conseguenza ci si deve aggrappare ancora all'aiuto dei genitori(chi ha la fortuna di averli)per riuscire a CAMPARE decentemente.
Iniziamo dal nostro piccolo a difendere i precari,aiutiamo e incoraggiamo quelli dell'ospedale di Policoro.
Dove sono le conquiste sociali che in tutti questi anni si sono ottenute grazie alla tenacia dei lavoratori?
La foto qui sopra è emblematica,i lavoratori si aspettavano qualcosa di più da questo governo di centro-sinistra,è evidente che una parte di essi è profondamente delusa,mentre unaltra parte sa che con un governo in queste condizioni,che deve mettere daccordo anime di sinistra radicale come caruso ,con quelle più moderate (vedi dini,mastella),si è già ottenuto tanto...
Alla fine si deve essere solidale anche con questo GOVERNO e tutti i parlamentari di maggioranza perchè più precari di loro!!!
Meno male che ce stata questa manifestazione,altrimenti arrivare a essere difesi solo dal PAPA non so se per i lavoratori possa essere una consolazione o la percezione che, dei loro problemi ormai, nemmeno la classe dirigente dei partiti di sinistra se ne occupa più.
Per i giovani significa niente vita sociale,niente matrimoni,niente figli,e di conseguenza ci si deve aggrappare ancora all'aiuto dei genitori(chi ha la fortuna di averli)per riuscire a CAMPARE decentemente.
Iniziamo dal nostro piccolo a difendere i precari,aiutiamo e incoraggiamo quelli dell'ospedale di Policoro.
giovedì 18 ottobre 2007
Solidarietà ai precari dell'ospedale di Policoro
Ragazzi diamo un supporto almeno morale ai precari dell'ospedale di Policoro che da molti giorni ormai manifestano davanti ai cancelli,vittime di quel sistema di gestione del potere di alcuni personaggi politici lucani che non si fanno scrupolo alcuno e mandano a casa padri e madri di famiglie pur di assicurare posti di lavoro ad altre persone a loro vicine,e tutto questo per aumentare il loro potere .
IO DICO NO A QUESTO MODO DI FARE POLITICA.
Dite la vostra su questo blog,farò sapere loro ciò che scriverete.
Mi auguro al più presto che la vicenda sia chiarita e che essi ritornino al più presto a lavorare e a vivere una vita più tranquilla e serena.
un saluto alla più tenace del gruppo con un messaggio :"rosa non mollate"
IO DICO NO A QUESTO MODO DI FARE POLITICA.
Dite la vostra su questo blog,farò sapere loro ciò che scriverete.
Mi auguro al più presto che la vicenda sia chiarita e che essi ritornino al più presto a lavorare e a vivere una vita più tranquilla e serena.
un saluto alla più tenace del gruppo con un messaggio :"rosa non mollate"
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